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Giuseppe Tuzzolo

Giuseppe Tuzzolo

RECENSIONI

Luglio-Settembre 2004 Anno 139°

Fasc. 2231

Sulla figura di Sandro Pertini molto era già stato scritto: la biografia dell'uomo Pertini, il carattere del tutto peculiare del personaggio Pertini, le sue vicende politiche, certi atti e atteggiamenti del presidente della Repubblica considerati sotto il profilo strettamente tecnico, tutto ciò era già stato oggetto di singoli studi settoriali. Questo lavoro di Giuseppe Tuzzolo valuta il periodo culminante della lunga e densissima vita di Sandro Pertini, ovvero quello della sua permanenza al Quirinale sotto un duplice profilo: da un lato si esaminano gli aspetti costituzionalmente rilevanti, mostrandone il carattere largamente innovativo, dall'altro li si inseriscono nel più generale contesto della figura umana del presidente, intrinsecamente intrecciata a quella istituzionale.

Al di là dell'agiografia e dell'aneddotica, troppo spesso dominanti negli scritti su Pertini, si cerca di mostrare come quella presidenza abbia lasciato una profonda traccia sul colle più alto; se prima di allora gli inquilini del Quirinale avevano approfondito ciascuno uno o più aspetti delle variegate potenzialità che il testo costituzionale attribuisce alla figura presidenziale, Pertini ne dà viceversa una lettura globale e, sui singoli punti, spesso fortemente controcorrente rispetto ai predecessori. Nel far ciò, sul piano umano non si discosta rispetto alle peculiarità caratteriali che lo avevano contraddistinto durante i molti anni di intensa vita sino ad allora vissuta; nel considerare una tale duplice prospettiva il libro di Tuzzolo non vuol essere dunque né una biografia né un'analisi strettamente giuridica dell'operato del protagonista durante il settennato, ma sembra voler dimostrare che, date le caratteristiche intrinseche del personaggio, il settennato stesso non avrebbe potuto dispiegarsi altrimenti da come si è effettivamente concretizzato. Uomo di diritto, laureato in giurisprudenza, quindi in Scienze Politiche alla Cesari Alfieri di Firenze, già presidente della Camera, non appare sorprendente che Pertini, durante la permanenza al Quirinale, dia della costituzione una lettura approfondita e originale al contempo, ovviamente mantenendo fede al suo stile di vita improntato a profonda onestà intellettuale e morale. Quello che per molti ha rappresentato una sorpresa, sembra voler dire Tuzzolo, ad un attento osservatore non può non apparire un qualcosa di assolutamente conseguenziale: la presidenza Pertini non é altro che un continuum rispetto alla esperienza di vita fino ad allora maturata.

Cosimo Ceccuti