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Il sole sorge ancora a BAGHDAD... I sistemi politici comparati Colonizzazione e decolonizzazione
Storie di sofferenze... e non solo INTER 2010!: CAMPIONI DEL MONDO!!!!
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Giuseppe Tuzzolo

Giuseppe Tuzzolo
L'alba della democrazia tra diritto e storia

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PREMESSA

Le luci dell’alba rischiarano e danno colore. Sia una notte buia e tempestosa che una notte piena di stelle ne hanno un gran bisogno, ne implorano invocazione come la più vitale delle esigenze, a cui nessun firmamento dell’Universo può rinunciare, pena il suo stesso risveglio.

E così fu… il mattino del 26 Aprile 1945. Nelle intenzioni della stragrande maggioranza degli italiani si svegliava una nuova Italia, magari da ricostruire o addirittura da rifondare ma ricca di un DNA da cui attingere nuove risorse ed energie, linfa di una stagione esaltante, custode di un nuovo modo di vivere la quotidianità a tutti i livelli della vita pubblica e privata.

Ma fu un periodo complesso e controverso al tempo stesso. I drammi della guerra civile, per certi versi non ancora sopiti, condizionarono gli eventi interni ed internazionali che si succedettero nel nostro Paese all’indomani della fine del conflitto.

Ripercorreremo gli eventi più significativi e gli avvenimenti più importanti: la nascita dei primi governi democratici, l’abdicazione del Re, le elezioni per l’Assemblea Costituente, il referendum istituzionale che decretò la fine della Monarchia e l’instaurazione della Repubblica, per citarne alcuni, con occhio attento alle problematiche giuridico-istituzionali che l’esperienza dell’Italia democratica portò con sé.

Lo Statuto Albertino, fondamento giuridico del Regno d’Italia, dopo aver reso incontestabili servizi alla causa del cambiamento istituzionale del Paese, non ancora oggi pienamente valutati nella loro giusta dimensione e nel suo concreto spessore, andava in pensione.

Giuristi di indubbia fama e politici di lungo corso, messi in quarantena dall’esperienza fascista, profusero sforzi immani, ricchi di quantità e di qualità accademiche e politiche, nell’elaborazione del nuovo testo costituzionale, il cui scopo precipuo fu quello di renderlo impermeabile a quella alterazione dell’equilibrio dei poteri dello Stato, presupposto di derive autoritarie di stampo totalitario.

D’altro canto, gli anni che precedettero la Liberazione con ancora una parte di territorio nazionale sotto la potestà di un governo di fatto ed incalzato dal peso devastante delle armi, furono anni preziosi e costruttivi dal punto di vista della crescita democratica: le pagine della luogotenenza, della decisione costituente, dei C.L.N., contribuirono, nella confusione del momento, con i limiti propri della transizione rivelatrice di errori ed omissioni, di irresponsabilità e defezioni, alla costruzione della nuova Italia.

La democrazia si affermò con fatica ma al tempo stesso con entusiasmo, con le sue rivalità e con le sue rivincite, con passione politica, tipica di ogni primavera di rinascita, che permeò soprattutto ma non solo l’animo di chi si trovò ricoperto di responsabilità decisionali, da sempre auspicate ma mai vissute in prima persona.

In definitiva, il nostro intendimento sarà sempre lo stesso, quello che ha animato lo studio sulla fine dell’esperienza fascista: restare lontani, il più possibile, dal confronto politico, maestro di polemiche e diversità, ma mai generatore di una riflessione pacata e ragionata.

L’analisi giuridica, invece, che rientra a pieno titolo a pietra di paragone da elevare a dibattito e confronto con la ricerca storica, costituirà la più esaustiva, onesta e completa chiave di lettura del nostro recente passato democratico.