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Giuseppe Tuzzolo

Giuseppe Tuzzolo
L'ultima notte del fascismo tra diritto e storia

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RECENSIONI

Nuova pagina 1

Rassegna Storica Salernitana

36, 2001


   Nella monografia l'Autore salernitano affronta un tema che si pone al limite tra storia e diritto: le drammatiche vicende conclusive del fascismo (1943-'45) sono infatti analizzate secondo un approccio eminentemente giuridico-istituzionale. Il 25 luglio, l'8 settembre con le sue gravi conseguenze, l'armistizio, il regno del Sud, l'esperienza della Repubblica sociale, il crollo del regime - tutti fatti di indubbio interesse e valore storico - vengono qui approfonditi con l'ausilio di argomenti squisitamente tecnici e con l'utilizzo di canoni del diritto.

   La chiave di lettura scelta dal Tuzzolo tuttavia non mi pare in grado di rappresentare un metodo corretto per proporre una interpretazione storiografica dei fatti presi in esame.

   Porsi, per esempio, la domanda se il 25 luglio 1943 costituì, dal punto di vista del compimento di precisi atti giuridici, un colpo di Stato o piuttosto la mera sostituzione del Capo di Governo, mi pare del tutto ininfluente per spiegare con senso storico l'accaduto. Come pure, soffermarsi sulla querelle della legittimità o meno dell'uccisione di Benito Mussolini da parte del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia (C.L.N.A.I.), significa considerare solo aspetti di natura formale della complessa vicenda.

   In realtà, sotto il profilo dell'indagine storiografica, il fatto che il Comitato di Liberazione Nazionale - organizzazione politica rivoluzionaria attivamente presente nel cruciale epilogo di una feroce ed estenuante guerra mondiale oltre che in una tragica fase, decisiva per la definitiva liberazione del territorio dall'invasore - risulti, quale responsabile dell'uccisione del duce del fascismo, privo in quel determinato momento storico di riconoscimento giuridico o di rappresentanza da parte del Governo italiano e delle forze militari alleate, non va ad intaccare minimamente il reale corso della storia. In definitiva, non introduce affatto modifiche sostanziali al giudizio degli storici sugli avvenimenti ricostruiti in questa sede.

Marco Trotta