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Giuseppe Tuzzolo

Giuseppe Tuzzolo
L'ultima notte del fascismo tra diritto e storia

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PREFAZIONE

Nel 1922 il sovrano, ai sensi del disposto dello statuto albertino, nomina Mussolini alla carica di primo ministro; nel 1943 il medesimo sovrano ne pronuncia la destituzione.

La carta costituzionale, nel testo del 1848, sembra non prestarsi ad equivoci laddove afferma che al re solo appartiene il potere esecutivo e che al sovrano stesso spetta il potere di nominare e revocare i "suoi" ministri.

Ma, a parte la divaricazione fra lettera (nonché spirito) dello statuto e costituzione materiale, positivamente instauratasi fin dall’estate dello stesso 1848 (e orientata, come insegnano gli studi maraniniani, in senso largamente diverso), è noto che siamo in presenza di una carta tecnicamente flessibile; donde la domanda: dopo quasi un secolo dall’entrata in vigore dello statuto e, anche e soprattutto, dopo le modifiche di sostanza apportate nel periodo fascista, che cosa si può assumere ancora in vigore nel 1943, in particolare in ordine al potere esecutivo?

Da questo interrogativo prende l’avvio il lavoro di Giuseppe Tuzzolo; e se ne deduce subito che si tratta di un’indagine originale, nel pur vasto contesto di opere dedicate a vario titolo alle problematiche aperte dal fascismo.

Abbondano, infatti, in tale ambito, approfondimenti di carattere storico, mentre più carenti appaiono i riferimenti alle tematiche giuridico-istituzionali, quelle appunto che sono a fondamento dell’analisi operata dall’autore della presente monografia.

Gli interrogativi posti da Tuzzolo sono molteplici e meritevoli di attenzione, coinvolgono problematiche interne e internazionali, si sviluppano avendo a fronte le vicende storiche dalle quali non si può prescindere, ma che sono prese in considerazione e valutate in quanto serventi a fornire le risposte che costituiscono lo scopo e l’ambizione della ricerca.

Per ogni singola questione affrontata e analizzata (il 25 luglio, il periodo fino all’8 settembre, l’armistizio, il regno del Sud, l’esperienza della R.S.I., la fine del fascismo), l’autore premette l’ipotesi di lavoro e conclude con valutazioni finali; gli spunti ricostruttivi generali rispondono alle domande di più vasto respiro.

L’originalità dell’impostazione, l’individuazione di tematiche di particolare interesse, l’impegno nell’approfondimento dei singoli argomenti, la determinazione nel prendere posizione su questioni tecnicamente controverse giustificano – a parere di chi scrive – un giudizio senz’altro positivo sull’opera che Giuseppe Tuzzolo propone in lettura.

Giampaolo Boccaccini *

*Titolare della cattedra di Storia delle costituzioni moderne presso la Facoltà "Cesare Alfieri" dell’Università di Firenze.